Garaguso


 

 

Garaguso Matera: cosa vedere nel borgo vicino alle Dolomiti lucane.

 

garaguso

 

Garaguso Italia archeologica

Il piccolo comune di Garaguso rientra nella provincia di Matera e si erge sull’Appennino centrale della Basilicata.

 

Molto vicino al Parco delle Piccole Dolomiti della Basilicata si trova ad un’altezza di 490 metri sul livello del mare.

 

Conta circa 1250 abitanti.

 

 

Cosa vedere

Fra le cose da vedere in paese ci sono:

 

  • il Palazzo Revertera,

 

  • il Palazzo Moles,

 

  • la Chiesa di San Nicola di Myra,

 

  • la Cappella della Madonna delle Puglie,

 

  • la Statua di Cerere.

 

 

Palazzo Revertera

Il nobile palazzo Revertera si trova nella parte più alta di Garaguso su di un costone di roccia dolomitica.

 

I duchi Revertera fecero costruire l’edificio nel 1600 per le attività di caccia.

 

In seguito al terremoto che distrusse l’abitatonel 1694 la zona divenne il punto di ricostruzione da cui partire per realizzare il nuovo borgo.

 

Degno di nota è il portale d’ingresso con lo stemma della famiglia.

 

Le stanze del Palazzo hanno architettonicamente ambienti che mantenevano una destinazione d’uso che vedeva:

 

  • al pian terreno le stalle per gli animali,

 

  • al primo, invece, c’erano le camere dei duchi,

 

  • interessanti sono anche i sotterranei, tipicamente scavati nella roccia.

 

 

I dipinti del Palazzo

Nella prima stanza del palazzo troviamo, alzando lo sguardo, una bellissima volta a crociera completamente dipinta.

 

Sotto questo strato di pittura a calce, però, sono stati rinvenuti dipinti ad olio, alcuni paesaggi tipici della città di Napoli come:

 

  • il Vesuvio,

 

  • le spiagge con i bagnanti,

 

  • il porto di Napoli,

 

  • la villa comunale.

 

Nellaseconda stanza, in seguito, si possono scorgere ben 3 strati di dipinti.

 

Quelli che rislutano di maggior pregio sono i dipinti del secondo strato.

 

Essi sono inseriti nella parte centrale del soffitto che è a forma di vela.

 

Possiamo notare alcuni paesaggi dove sono raffigurate delle scene di caccia.

 

Codeste opere risalgono alla fine del 1700.

 

bimbo nel bosco

 

Curiosità

Una leggenda molto curiosa, ed al tempo stesso scabrosa, racconta che in quegli anni un neonato, figlio di un barone della famiglia Revertera dopo la nascita doveva essere celebrato da tutto il paese.

 

Mistero vuole, però, quello stesso giorno il bambino scomparve e non fu più trovato.

 

In paese si racconta che a Garaguso nelle giornate con vento forte si sentono le grida dei genitori che chiamano il bimbo.

 

palazzo moles garaguso

 

Palazzo Moles

Francisco Moles era un abile generale Spagnolo che si trasferì definitivamente a Napoli intorno al 1600.

 

Prese in moglie un’aristocratica napoletana dalla quale ebbe 2 figli: Camillo e Annibale.

 

La famiglia nel 1675 divenne padrona del Feudo di Parete, vicino Salerno.

 

I figli di Annibale ottennero, in seguito, vari terre fra il nord della Lucania e della Puglia.

 

famiglia moles di garaguso

 

Così i discendenti dal ramo di Annibale furono i Moles di Garaguso.

 

Nel 1843 furono riconosciuti fra le famiglie dell’antica nobiltà e divennere anche Regie Guardie di pubblica sicurezza della città.

 

Ad Annibale Moles è intestata anche una strada a Gravina di Puglia.

 

Da vedere gli interni del Palazzo e gli arredi del tempo.

 

statua della Madonna delle Puglie

 

Chiesetta di Madonna delle Puglie

La Chiesa della Madonna delle Puglie reppresenta la volontà incessante dei garagusani di ricostruire più volte il sacrato nello stesso punto, dopo che più volte era stata distrutta da eventi franosi.

 

La prima documentazione esistente fa risalire la Cappella al 1588, più volte ricostruita sino all’ultima ricostruzione degli anni ’90.

 

Al suo interno conserva alcune statue di pregio come:

 

  • la statua in gesso della Madonne delle Puglie;

 

  • la statua di Sant’Antonio Abate.

 

Chiesa di San Nicola di Myra a Garaguso

 

Chiesa di San Nicola di Myra

La Chiesa Madre di San Nicola di Myra venne edificata nel 1761, sopra le rovine di una precedente cappella crollata nel 1964 a causa di un terremoto.

 

Molto particolare è la struttura realizzata con pietre a vista che danno al santuario un bellissimo impatto visivo.

 

In seguito alla basilica vennero inglobati anche il campanile e la canonica.

 

In realtà il luogo di culto risale ad un tempio molto antico, per il quale, però, non essendoci dati sufficienti, non è stato possibile attestare la datazione precisa.

 

Di notevole pregio sono anche:

 

  • un’affresco della Pietà risalente al 1581, sito all’interno della piccola nicchia della cappella primitiva;

 

  • la statua ed una reliquia di San Gaudenzio, rappresentante il braccio del Santo;

 

  • la tela dell’Apocalisse.

 

 

L’affersco della Pietà

Nell’affresco all’interno della cripta della Pietà si nota un dipinto che raffigura la Pietà del Cristo realizzata probabilmente da un monaco errante.

 

L’opera ritrae la figura triste ed afflitta del Cristo e il candido volto della Beata Vergine.

 

La bellezza del dipinto di Garaguso si deve anche, e soprattutto, alla maestria dei colori adoperati dall’autore.

 

In un arco che anticipa la sagrestia troviamo, poi, degli affreschi del 1400 con toni di colore molto marcati che spaziano dal rosso, all’ocra, al verde.

 

statua di san gaudenzio

 

La Statua di San Gaudenzio

Nella navata più piccola, in seguito, troviano la statua del Santo patrono San Gaudenzio.

 

La scultura realizzata in legno risale al 1700, anno in cui a Garaguso vennero donate le reliquie del Santo.

 

Un documento storico parla, infatti, della donazione del sacro osso crurale alla comunità garagusana.

 

 

La tela ad olio dell’Apocalisse

Quando visiti la Chiesa Madre non puoi fare a meno di osservare il grande dipinto ad olio su tela situato dietro all’altare maggiore della navata centrale.

 

La sua fattura viene attribuita a frate F. Deodato da Tolve nell’anno 1761.

 

E’ una delle cose più belle da vedere a Garaguso anche per la rappresentazione particolare dell’Apocalisse.

 

Sulla tela potrai, infatti, notare l’Immacolata concezione con Gesù Bambino in braccio che seguono i canoni della rappresentazione del protovangelo della Genesi e dei versi dell’Apocalisse.

 

statua di cerere garaguso

 

La statua di Cerere

Nella piazza centrale del paese spunta la statua di bronzo della dea Cerere, con in mano le spighe e la falce.

 

Fu posta sopra la fontana pubblica del paese nel 1800.

 

Un tempo dalla fontana si attingeva un’acqua portata fino al paese dal fiume Salandrella.

 

Era la vecchia sorgente Alaternosa, che veniva portata sino al borgo tramite condutture apposite.

 

Nel bosco di Garaguso la fonte è ancora oggi visitabile, e risulta un’acqua di ottima qualità.

 

patrono di garaguso

 

Feste religiose e tradizioni popolari

Il patrono di Garaguso è San Gaudenzio, patrono anche di Rimini.

 

Si festeggia il 14 di agosto ed il 24 settembre, con i cittadini che portano la statua del Santo fra le vie del paese.

 

Mentre il lunedì dopo Pasqua si celebra la festa della Madonne delle Puglie.

 

Particolare come solo in alcuni paesi della Basilicata è il Carnevale, con riti propiziatori e maschere dalla storia antichissima.

 

escursioni a garaguso

 

Escursioni a Garaguso

Il territorio garagusano offre la possibilità di passeggiate naturalistiche ed escursioni tra i boschi ed il letto del torrente Salandrella.

 

Da vedere in ambito naturalistico sono:

  • i Sabbioni di Garaguso, una falesia dal colore giallo ocra;

 

 

  • trekking nel parco di Gallipoli Cognato e le Dolomiti lucane;

 

  • le Pietre della Mola ed i dintorni del monte Croccia.

 

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  • Come arrivare, e raggiungere lo scalo;

 

 

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