Tavole Palatine


Cosa sono le Tavole Palatine di Metaponto e come arrivare a vederle.

Storia e visite guidate al santuario greco sacro alla dea Hera.

 

le tavole palatine di metaponto

 

Le Tavole Palatine e il tempio di Hera

 

A pochi chilometri da Matera un tempo i Greci provenienti dalla loro patria fondarono Metaponto, dove oggi sorge il Tempio di Hera e le Tavole Palatine.

 

Sede un tempo della scuola di Pitagora e terra fertile per i prodotti cerealicoli, Metapontum ed i suoi siti archeologici, sono oggi meta di turisti da tutto il mondo.

 

In programma ogni giorno, con partenza dai Sassi di Matera e dalle località marittime delle spiagge joniche, proponiamo vari itinerari, tours e visite guidate alle aree archeologiche.

 

Le Tavole Palatine ed il delubro sacro dedicato alla Dea Hera sono ancora oggi il simbolo di questa stupenda città che la Magna Grecia ha lasciato come testimonianza fino ai nostri giorni.

 

Il tempio dorico fu dedicato dagli Achei a Hera poiché erano devoti ad essa, essendo la moglie di Zeus. L’edificio, costruito nel 630 a. C., faceva parte di un’area sacra extraurbana connessa al culto della dea.

 

Architettura

Il santuario rispetta lo stile e l’architettura tipica dorica. Questo stile è caratterizzato da colonne piuttosto tozze, sormontate da un capitello. Tali capitelli hanno una struttura molto semplice: sono formati da un echino e un abaco che sorreggono una trabeazione.

 

Quest’ultima era composta da un architrave e da un fregio. Il fregio alternava pannelli scolpiti o dipinti chiamati metope , e lastre scanalate chiamate triglifi. Sopra la trabeazione si trovavano i frontoni decorati.

 

Il Tempio ellenico delle tavole palatine è perittero (circondato da colonne). La pianta del sacrato greco è formata dalla cella (o naos) la quale aveva colonne sul fronte (pronao) e sul retro (opistodomo). Le colonne hanno un rapporto diametro altezza di 1:4 e di 1:5.

 

I resti dell’edificio sacro sono composti da 15 colonne con 20 scanalature e capitelli di ordine dorico. Con al centro la cella dotata di adyton e preceduta da un pronao. Delle 15 colonne, 10 sono sul lato settentrionale e 5 sul meridionale.

 

In origine le colonne palatine[read more=”continua” less=”riduci”] erano 32, poiché il tempio era composto di una peristasi di 12 colonne sui lati lunghi e 6 sui lati corti.

Lo stilobate era lungo 34,29 metri e largo 13,66 metri, la cella di 17,79 x 8,68 metri.

Il luogo di culto risulta attualmente molto degradato, poiché costruito con calcare locale (detto mazzarro).

Nel V secolo a.C. fu dotato di un tetto fittile con decorazione policroma di tradizione ionica, con protomi leonine e doccioni.

 

Nelle vicinanze delle tavole palatine Metaponto fu terreno fertile di ricerca. Ed infatti durante gli scavi del 1926, vennero rinvenuti numerosi resti dell’antica decorazione in terracotta, statuette, ceramiche e altri pezzi di colonne, ora esposti al Museo Archeologico Nazionale.

 

Il Borgo

Metaponto borgo è una frazione del comune di Bernalda in provincia di Matera e conta circa 1000 abitanti. Sorge nella pianura stessa da cui prende il nome, il metapontino , tra i fiumi Bradano e Basento.

Storia

La Polis jonica fu fondata da coloni greci dell’ Acaia nella seconda metà del VII secolo a.C. , su richiesta di rinforzo coloniale direttamente dalla madre patria, da parte di Sibari, per proteggersi dall’espansione di Taranto.

Divenne molto presto una delle città più importanti della Magna Grecia. Fonti antiche riportano che il centro abitato sarebbe stato fondato dall’eroe greco Nestore, di ritorno dalla guerra di Troia, e all’epoca vi fossero state due Metaponto, una risalente appunto a quel tempo, ed un’altra achea, di età storica.

 

La ricchezza economica della città proveniva principalmente dalla fertilità del suo territorio, coltivazioni di grano e orzo, ed era testimoniata dalla spiga d’oro raffigurata sulle monete di Metaponto, la quale divenne il simbolo stesso della città, che inviava in dono alla città di Delfi.

A Metaponto il filosofo e matematico Pitagora visse e operò fino alla fine dei suoi giorni, nel 490 a.C.,  e quì fondò una delle sue scuole.

La polis greca stabilì un’alleanza con Crotone e Sibari e partecipò alla distruzione di Siris nel VI secolo a.C. Nel 413 a.C. aiutò Atene nella sua spedizione in Sicilia.

 

Durante la Battaglia di Heraclea del 280 a.C. si alleò invece contro Roma con Pirro e Taranto.

Quando Roma vinse definitivamente la guerra contro Pirro, Metaponto fu duramente punita, e alcuni esuli metapontini trovarono rifugio a Pistoicos (Pisticci). Unica città rimasta fedele alla cittadina durante la guerra.

 

Metaponto intanto subì uno sconvolgimento del tessuto urbano in seguito alla realizzazione, sul lato orientale della città, di un castrum, nel quale si insediò una guarnigione romana.

Nel 207 a.C. offrì ospitalità ad Annibale e i romani la punirono nuovamente, distruggendola. Divenne allora città federata riacquistando il suo splendore intorno al I secolo a.C. L’espansione urbana continuò fino all’ età romana.

Spartaco

Nel 72 – 73 a.C. la piana di Metaponto fu teatro di passaggio dell’esercito di schiavi e disperati guidati dal prode Spartaco.

Difatti i primi successi contro l’esercito di Roma permisero a Spartaco di raccogliere nuovi consensi, anche nella zone della Lucania, lo testimonia Plutarco : “Molti mandriani e pastori della regione, gente giovane e robusta, si unirono ad essi” , e di agire liberamente saccheggiando Metaponto.

 

È in quelle terre che Spartaco si incontrò con il pirata cilicio Tigrane (presumibilmente re Tigrane II ) per organizzare il sospirato imbarco da Brindisi verso la Cilicia, poi fallito per il tradimento di quest’ultimo.

 

Ciò coincise con la decadenza e col progressivo abbandono di questo sito, che venne lentamente ricoperto dai sedimenti alluvionali trasportati dai fiumi.

A poca distanza dalla città moderna è situata l’ area archeologica con gli scavi di Metaponto, con le rovine magno greche, tra cui spiccano le celeberrime Tavole Palatine e il Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia.

 

Perchè si chiamano tavole palatine

 

Il nome deriva probabilmente dalla zona dove in passato aveva sede un antico palazzo regio, poi trasformato nella sede del tempio.

Fino al XIX secolo le maestose Tavole Palatine erano localmente definite anche Mensole Palatine o colonne palatine, probabilmente in ricordo alle lotte contro i Saraceni dei Paladini di Francia.

 

Il tempio era anche chiamato Scuola di Pitagora, in memoria del grande filosofo. Nel medioevo era ancora chiamato mensae Imperatoris, probabilmente a ricordo dell’imperatore Ottone II che, nella spedizione contro i Saraceni nel 982, si accampò a Metaponto.

 

Purtroppo spesso, a causa di continue esondazioni del fiume Bradano, che lambisce l’area, la sopravvivenza delle tavole palatine e insieme con il sito archeologico nei pressi, rischia di essere cancellato.

Lavori di recupero

Nell’ultimo episodio di piena la Soprintendenza dei Beni Archeologici ha stanziato circa 700 mila euro per permettere la rimozione di fango dalle tavole e l’affioramento dei reperti dal sito.

Un parcheggio al lato sinistro dell’ingresso permette i bus di grandi dimensioni di sostare nei pressi. Un cancello con un viale di oleandri accompagna il visitatore verso l’imponente struttura.

Dopo circa 60 metri dal cancello d’ingresso alle Tavole Palatine percorrendo una stradina sterrata, ma ben tenuta, si arriva facilmente al tempio.

Colonne gigantesche, frutto della cultura magnifica dei coloni greci, ci invitano ad apprezzare quest’opera.

Siti vicini

Per raggiungere il sito archeologico e visitare il tempio di Apollo, Demetra, Afrodite, o il teatro greco e gli scavi dell’area, bisogna invece lasciare le tavole palatine da nord e percorrere la strada verso il lido a sud.

Arrivati ad un bivio seguire le indicazioni e a circa 1 km. 1.5 km si arriva a destinazione.

Vedi il percorso!

 

Come arrivare a Metaponto e visitare i siti archeologici

Per raggiungere le tavole Palatine da nord est e basta percorrere la SS 7 per una decina di chilometri e superata Matera svoltare sulla SS 380 seguendo le indicazioni per le spiagge joniche.

Dopo circa 30 chilometri arriviamo a destinazione. Chi invece proviene da nord est deve seguire la SS 407 Basentana e superata Potenza si arriva a destinazione dopo circa 100 km.

 

Per chi proviene da sud sud ovest bisogna seguire le indicazioni per Taranto e percorrere la SS 106 Jonica fino al bivio per le Tavole Palatine.

Chi invece viene da sud est deve percorrere sempre la SS 106 direzione Reggio Calabria superato il bivio di Taranto si trova durante il percorso l’insegna delle Tavole Palatine, poco prima del cartello per Metaponto, e Basilicata.

Orario visite

L’orario per le visite va dal mattino presto, circa le 08.30, fino a tarda sera, affascinante è l’effetto di luci creato dall’ illuminazione notturna.[/read]

 

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