Carnevale in Basilicata


Hai mai assistito ai riti del Carnevale in Basilicata? Di seguito ci sono gli appuntamenti da non perdere con le manifestazioni più caratteristiche della regione.

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Carnevale in Basilicata

I mesi di Gennaio e Febbraio sono colmi di preparativi al Carnevale in Basilicata. Le contrade dei comuni lucani si animano di maschere e vestiti tradizionali che tra eventi e manifestazioni sfilano e rallegrano la cittadinanza in festa.

Nel periodo di febbraio i paesi della provincia di Matera e Potenza si riaccendono con canti, luci e balli, da far inebriare anche i più sobri.

Ma scendiamo nel dettaglio e cerchiamo i riti carnevaleschi più suggestivi della Basilicata da vedere.

Da non perdere:

  • a Tricarico: il Carnevale della Transumanza
  • le Maschere Cornute di Aliano
  • il Carnevalone Montese, a Montescaglioso
  • a Satriano c’è la Foresta che cammina
  • a San Mauro Forte

 

Tricarico

Il Carnevale di Tricarico vede come figure rappresentative dell’evento maschere di tori e mucche che rievocano l’antica migrazione delle mandrie, la transumanza.

Le maschere delle vacche hanno sulla cima del capo dei nastri colorati che scendono lungo il corpo, un tempo erano di pelle, le altre invece sono di colore nero.

Ogni maschera ha un campanaccio diverso, utile per differenziare i tori dalle mucche. I campanacci hanno infatti forme e suoni differenti, grandi o piccoli che siano fanno un bel baccano, dato che risuonano tutti insieme in modo aritmico e confuso.

A governare il gruppo c’è il Vaccaro, a guida del corteo. Durante la sfilata in paese i cittadini si riversano nelle strade e nel frattempo si inseriscono alla parata anche le maschere del Conte e della Contessa. Questi ultimi raffigurano i padroni, proprietari delle mandrie.

Dopo il Martedì Grasso si svolge una seconda carovana in onore di Sant’Antonio Abate.

Ci si riunisce tutti insieme in seguito per un pranzo comune. In seguito sfileranno insieme ai cittadini in costumi tipici i carri del Carnevale. Tra tutti spicca, per la sua lavorazione, il carro di Quaremma, Quaresima, dove viene issato un grande pupazzo.

Alla fine del percorso, che termina in piazza Garibaldi il fantoccio viene bruciato davanti agli astanti, mentre la Quaremma piange la sua morte

L’evento viene organizzato dalla proloco e dalle associazioni locali, e termina con un concerto musicale nella piazza medesima.

 

Aliano

Altrettanto singolare è il Carnevale di Aliano, il paese dei calanchi.

Nel giorno del Martedì Grasso per le viuzze del paese si intravedono minacciose figure demoniache. Sono, infatti, le maschere cornute. Creature degli inferi che svampite e impacciate si aggirano per il paese di Levi. Il volto è coperto da tenebrose mascherine che hanno però sul capo allegri colori che quasi alleggeriscono il costume.

A suon di musica i simpatici personaggi sfilano tra le vie del borgo con balli e canti, accompagnati da fisarmoniche e cupa cupa, e si cimentano nelle famose Fras, commedie semplici e improvvisate.

Le tradizioni carnevalesche di Aliano richiamano molti visitatori e cittadini dai paesi vicini. Tra la Domenica e il Martedi Grasso la festa si svolge tra degustazioni di prodotti tipici e altre manifestazioni culturali.

 

Montescaglioso

Il Carnevale di Montescaglioso ha un’origine antichissima.

Importante è il numero delle maschere che questo evento carnascialesco riporta alla memoria.

E le sfilate per le strade cittadine sono un continuo di allegria e vivacità.

I riti carnevaleschi montesi fondano le radici sulla civiltà agricola e pastorale della Basilicata.

Per anni i cittadini hanno mantenuto vive più che mai le tradizioni remote del famoso ‘Carnevalone‘ che ogni anno attrae turisti e curiosi da ogni dove.

Le immagini simbolo della mascherata montese sono:

  • Carnevalone
  • Campanacci
  • Sgherri
  • La Quaremma
  • U Fus
  • la Parca
  • il Carnevaliccho

Il Carnevalone è raffigurato da un anziano e grassoccio signore vestito di nero. Rappresenta il vecchio anno che se ne va con tutti i suoi mali. Viene portato su di un asino in giro per la città con cartelli e scritte di denuncia e insolenti ingiurie.

Al suo fianco ci sono pendono piccole ceste per le offerte. Il panciuto vecchiaccio regge poi un ombrello malconcio simbolo di protezione della cittadinanza dalle cattive annate.

Dai balconi delle case escono anche i più anziani e gli lanciano delle piccole offerte come segno di buon auspicio. A fine serata sarà bruciato in piazza come buon auspicio per il raccolto del nuovo anno.

Bisogna sottolineare che nella trazione del Carnevale è legato ai riti popolari delle della fertilità e della natura che si ridesta in Primavera, a cominciare la nuova stagione agricola.

Ala figura emblematica del Carnevalone si affiancano la A Quaremm,vecchia di nero vestita con un lungo scialle che porta con sè il Carnevalicchio. Simboleggia la ‘Malannata’. Poi ci sono i Campanacci e gli Sgherri, figure coloratissime in contrapposizione con le maschere nere. Sono di buon auspicio e scacciano il male per propiziare ricchezza e fertilità.

Girano tra la gente suonando continuamente e alla rinfusa le campane delle mucche, chiedendo offerte ai cittadini durante le sfilate.

U Fus e la Parca sono figure che riportano alla mitologia greco romana delle Parche e le Moire. Hanno in mano il destino dell’uomo dalla nascita alla sua morte e vengono rappresentate da tre anziane tessitrici.

Satriano

Rito arboreo per eccellenza è invece il Carnevale di Satriano di Lucania. Siamo a nord della Basilicata ed esattamente nel Parco dell’Appennino lucano. La caratteristiche del rito satrianese è che i cittadini si travestono da Alberi.

La maschera tipica viene chiamata la Rumita, cioè eremita. Viene raffigurata da una persona che si ricopre quasi completamente di foglie d’edera, e porta con sé un bastone con in cima un rametto di pungitopo.

La domenica precedente al Martedi Grasso vagano tra le case del paese e chiedono un’offerta. Bussano alla porta e ricevono un dono come segno di buon auspicio perla nuova stagione.

 

Particolari sono i momenti dedicati alla ‘Foresta che Cammina’.

Dove più di cento persone travestite da alberi vagano per il paese simboleggiando ogni comune della Lucania. Chiunque può partecipare alla sfilata e diventare per un giorno uomo-albero.

 

San Mauro Forte

Da non farsi sfuggire è il rito dei Campanacci di San Mauro Forte celebrato in concomitanza con la festa di Sant’Antonio.

I cittadini sanmauresi si riversano mascherati da pastori incappucciati per le strade della città e scuotono violentemente le campane delle mucche mentre taluni suonano il cupa cupa, antichissimo strumento a percussione tipico della Basilicata.

Fanno un rumore allegro e rimbombante, un chiasso piacevole che richiama gli arcaici riti alla natura. Le maschere con le mucche sfilano fino a notte fonda per poi fare 3 giri intorno alla Chiesa di Sant’Antonio e avere la sua Benedizione.

Ma la festa non finisce qui. Quel giorno le cantine di San Mauro sono aperte al pubblico che liberamente può entrare e farsi contagiare dall’atmosfera goliardica fatta di musica, vino e cibo tipico locale come vuole la tradizione del territorio.

Il paese di San Mauro si trova in nel territorio adiacente alle Piccole Dolomiti lucane nei pressi di Accettura, sede del Parco di Gallipoli Cognato e zona archeologica di grande interesse in località Croccia.

E’ molto vicino a Castelmezzano e Pietrapertosa, borghi lucani dove si svolge il celeberrimo Volo dell’Angelo e dall’altro lato si affaccia alle terre dei calanchi guardando a sud verso Craco, una delle località più visitate della Basilicata.

Dai un’occhiata alle lucanerie da fotografare!