Chiesa Sant Agostino


La Chiesa di Sant’Agostino a Matera si trova in cima al costone di roccia che si affaccia sul Belvedere della Murgia Nord. Punto ideale per appassionati di fotografia, al suo interno conserva ancora pitture a Fresco del XV secolo.

in cima al Sasso Barisano svetta la Chiesa di Sant' Agostino di Matera

 La Chiesa di Sant’ Agostino

Costruita a picco sul Canyon della Gravina la Chiesa di Sant’ Agostino di Matera si erge sullo sperone roccioso all’uscita del rione Barisano.

Si trova precisamente alla sommità di via d’Addozio, ingresso nord dei Sassi.

chiesa di sant'agostino matera esterno

L’Esterno

La facciata esterna dell’edificio ecclesiastico è una delle più alte del territorio.

In stile barocco si mostra ai visitatori in tutta la sua sontuosità.

Sono raffigurati scolpiti in pietra:

  • Sant’ Agostino sul portale d’ingresso
  • San Pietro e San Paolo ai lati del cornicione
  • Un Vescovo posto nella nicchia più alta 

Si accede ad un cortile antistante, realizzato in pietra locale.

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Con una vista panoramica sulla Civita e sulla strada di Madonna delle Virtù.

Punto di sosta ideale per i fotografi e gli appassionati di paesaggi.

Rappresenta una delle pause obbligate a chi visita gli antichi rioni.

interni della chiesa di sant'agostino matera

L’Interno

La pianta a croce latina ci introduce agli ambienti interni.

Qui troviamo alcuni altari apposti nelle nicchie laterali formate da enormi pilastri.

Sono stati probabilmente realizzati intorno al 1750 da artisti locali e campani, in stile tardo-barocco.

Il primo altare è in pietra dipinta e riporta le figure della Madonna sotto alla Crocifissione del Cristo, insieme a San Giovanni Battista e la Maddalena.

Il secondo altare è di pregevole fattura. Decorato in marmo dai numerosi colori che lo arricchiscono con figura vegetali.

Su di esso troneggia la Madonna delle Grazie con il Bambin Gesù con le dita in segno di benedizione.

Nel terzo ed ultimo altare della navata di sinistra troviamo una raffigurazione di San Nicola da Tolentino, Sant’ Apollonia, San Vito con i cani.

Insieme a la Madonna col Bambino e Santa Caterina con le anime del Purgatorio.

Prima dell’abside nella zona del transetto sono riconoscibili le statue di Sant’Agostino e San Vito, databili al 1600.

L’altare maggiore in marmo è sovrastato da un Crocifisso in legno del 1500.

Alle sue spalle nell’area presbiteriale è collocato il coro con quattordici sedute in legno.

E un organo a canne del XVIII secolo dipinto in oro.

Gli altari di destra:

 

Nel primo troviamo in una tela la figura di San Francesco di Paola, San Pasquale Baylón Yubero, San Leonardo e, nella parte alta sant’Anna e San Giuseppe.

Nel secondo altare vediamo la Santissima Trinità con Sant’Agata, Sant’Ilario e San Biagio. E Santa Lucia tra le nuvole.

Nel ultimo altare di destra spiccano le immagini della Madonna delle Grazie con Sant’Agostino, Santa Monica e un Vescovo Santo.

affreschi interni della chiesa di sant' agostino di matera

Gli Affreschi Interni

All’interno della vecchia chiesetta rupestre dedicaca a San Giuliano sono presenti molti affreschi del XV secolo:

Lungo il corridoio murale di destra notiamo:

  • la Madonna con Bambino,
  • la Consegna delle Regole di Sant’Agostino,
  • la “Trinità” in cui sono raffigurate l’incoronazione del Padre e del Figlio e la colomba dello Spirito Santo.

 

Storia

L’ultimo ammodernamento risale al 1750.

Ma precedentemente alla base sorgeva un’altra struttura costruita nel 1592 dai monaci eremitani.

Da quello che ci riportano i documenti storici la vecchia cappella ere dedicata a S. Maria delle Grazie.

Ma ancor prima, intorno al 1200, nello stesso punto venne realizzata un’ ulteriore centro monastico in onore di San Guglielmo da Vercelli.

Oggi si può visitare l’antico luogo di culto accedendo dalla navata sinistra.

In cui sono conservate, in buono stato, numerosi dipinti a fresco.

Nel 1735 circa, il complesso religioso fu quasi distrutto da un violento terremoto.

Successivamente venne restaurato e divenne sede del Capitolo Generale dell’Ordine dei Padri Agostiniani.

Che risiedevano nel plesso adiacente.

Dopo il 1750

L’edificio nel tempo ebbe diversi utilizzi:

  • divenne caserma dopo l’unità d’Italia,
  • carcere per i prigionieri di guerra,
  • ricovero per gli sfollati dei Sassi, 
  • casa di riposo,
  • infine sede della Sovrintendenza ai beni Culturali.

Caratteristici sono gli orti ed i terrazzamenti degradanti dall’alto verso verso le acque del torrente Gravina.

Oggi insieme ai terrazzi dove crescono rigogliose molte piante di fichi d’india, sono state realizzate scale comode per raggiungere il pianoro sottostante.

Un tempo però questi giardini erano campi coltivati, e fornivano frutta e verdura ai sacerdoti e alla popolazione materana.

Come arrivare

Arrivare all’antico monastero è molto facile. Si può accedere dalla via Santo Stefano se si proviene da nord.

O ancora più comodamente da via San Biagio presso l’omonima cappelletta, una volta superata la Chiesa di San Giovanni.

C’è poi la strada di Via Madonna delle Virtù per chi arriva dalla parte sud del quartiere.

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Che oltrepassa un’altro importante sito nelle vicinanze.

Ma ora osserviamola insieme !