Policoro


Cosa vedere a Policoro il paese della Basilicata dalle lunghissime spiagge sul mare Jonio.

cosa vedere a policoro

Policoro

Dire Policoro vuol dire mare, Jonio ma anche Eraclea e antichità.

E’, probabilmente, il paese di provincia più grande di Matera.

Offre mare, spiagge enormi e sole.

Ma anche cultura e storia di civiltà antiche. La città sul mare nella provincia materana era chiamata Heracleia nel periodo preromano. Ed, inoltre, faceva parte della regione della Siritide, VI secolo a.C. .

Come testimoniano i reperti ritrovati nelle vicinanze del litorale jonico e lungo alcuni tratti della strada statale 106.

E’ un territorio questo, famoso per gli alberi da frutto:

  • pesche,
  • albicocche,
  • meloni,
  • angurie,
  • ma anche fragole,

come la rinomata ‘ Candonga ‘, il top delle fragole, di provenienza lucana.

E’ la terra dei limoni, arance e mandarini, ma anche kiwi e frutti esotici, che qui attecchiscono senza alcun problema climatico.

La temperatura, infatti, è sempre molto mite, caratterizzata da estati calde e assolate, con inverni quasi primaverili.

Si trova alla foce del fiume Agri che attraversa il cuore della Basilicata per arrivare ad immettersi nel Mar Jonio.

Nei pressi della sua foce, tra l’altro, accoglie una delle riserve naturali più interessanti per la fauna e la flora acquatica: il Pantano.

Habitat naturale per la conservazione di alcune specie di animali è rientrato nelle aree SIC ( siti di interesse comunitario ) e ZPS ( Zone a Protezione Speciale per l’ avifauna ).

Il Bosco Pantano di Policoro si estende per circa 21 ettari e rappresenta un reperto unico da punto di vista vegetale degli antichi boschi planiziali italiani.

Ricopre una elevata importanza dal punto di vista paesaggistico e scientifico, non solo a livello nazionale.

Oggi è tutelato dal WWF, che ha il compito di salvaguardare e preservare tutta l’area mediterranea della Riserva.

Cosa c’è da vedere

Eventi

  • Blues in Town (festival del blues in Basilicata)
  • Lucania Street Food
  • Premio Heraclea
  • Policoro Music Festival

Pesi vicini:

– Tursi, il paese arabo

– Craco, fascino di un paese

– Aliano, la cittadella dei Calanchi

– Metaponto, fasto della grecità lucana

– Valsinni, e la vita Isabella Morra

Visitiamo i dintorni policoresi !

Storia di Policoro

Nell’arco di pochi chilometri di distanza l’una dall’altra sorsero sulle coste tra le attuali regioni di Puglie e Calabria tra magnifiche colonie greche.[read more=”continua” less=”riduci”]

Nascevano a valle dei fiumi Sinni, Agri, Bradano e Basento, i quattro principali corsi d’acqua della Basilicata.

Nacquero dunque Siris e Metapontion che man mano assumevano quell’aspetto urbanistico tipico delle polis greche.

Coniarono una propria moneta e si distinsero nella produzione ceramicola in tutta la zona meridionale.

Erano abitate da due etnie chiaramente differenti e rivali tra loro.

Un atteggiamento che con il tempo portò le due polis allo scontro e sanc’ la fine di Siris.

La Siritide era, nel periodo tra l’ VIII ed il VII secolo ricca di acqua e terreni fertili tra la zona a ridosso della marina e l’attuale Santuario di Santa Maria d’Anglona.

Dove sono stati ritrovati moltissimi rinvenimenti dell’epoca, come necropoli e nuclei insediativi.

Dove oggi sorge un imperioso castello sorgeva l’antica necropoli greca di Siris. Si intravede facilmente percorrendo la statale 106 jonica.

Era un nucleo abitativo dove sorgevano mura, abitazioni, santuari sacri, e probabilmente si conduceva uno stile di vita molto florido.

Si può dedurre dalla produzione artigianale e artistica, ma anche dalla presenza di un gran numero di monete rinvenute in loco.

Siris

E’ probabile che la colonia di Siris fu fondata da alcuni troiani scappati dall’assedio della propria città nel VII secolo a.C.

In seguito purtroppo la città venne distrutta dai profughi di Colofone (antica Kolophon).

Dalla documentazione storica si evince che i rapporti tra Siris e la colonia di Sibari, sulla costa calabra, furono ottimi.

Segni dell’influenza della città siritide si sono trovati anche nell’entroterra lucano, tra le colline dei fiumi Agri e Sinni.

Tra le attuali terre di Rotondella, Montalbano jonico, e Tursi.

La sua importanza venne nell’area venne ridimensionata di molto intorno al 500 a.C, dalle altre colonie greche della costa.

Un piccolo borgo della città divenne un porto fondato da Taranto e Thourioi, fu chiamato Heraklea, era il 430 a.C..

La nuova ciittà portuale di Eraclea si distinse per una cospicua produzione vasale e divenne la capitale dell’Impero Tarantino.

Quì furono realizzate le famose Tavole di Eraclea, conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La polis herakleiana viene ricordata anche per la battaglia di Pirro contro i Romani intorno al 279 a.C.

In seguito con la seconda guerra punica venne occupata da Annibale.

Anche Eraklea come Siris fu dotata di santuari, centri abitativi e sistema viario.

L’acropoli si trovava sul colle che sorge a ovest del Castello attuale di Policoro.

Conoscere e visitare una città così arcaica rende riscatto alla fama e notorietà custodita da secoli.[/read]