Laghi di Monticchio


Hai mai visitato i laghi di Monticchio? è un luogo chiamato la Svizzera della Basilicata!

laghi di monticchio con l'abbazia di san michele

Laghi di Monticchio

Nati dalle profondità del Vulcano Vulture, a valle dell’abbazia di San Michele, si estendono i verdeggianti laghi di Monticchio.

Un capolavoro naturalistico ricco di storia da vivere e conoscere, con tutta la famiglia. Attrezzato con area pic nic per i bambini, dove mangiare le prelibatezze del posto e trascorrere un weekend o una giornata in completo riposo.

Sarà come arrivare in un oasi fuori dal mondo. Non c’è bisogno di una mappa per muoversi o capire cosa fare, il territorio è piccolo e facilmente percorribile.

I due bacini sembrano quasi appollaiati su quella che, un tempo, era la bocca di un’antico cratere vulcanico: il Vulture.

La frazione di Monticchio si trova nella provincia di Potenza a nord della Lucania. Antico luogo di preghiera e devozione.

E’ un sito di interesse archeologico e ambientale, meta di visitatori provenienti dalle province di Puglia e Basilicata, o dai paesi campani avellinesi, (Calitri, Aquilonia, Monteverde). Attratti sia dalla lussureggiante vegetazione che dalla famosa Badia di San Michele Arcangelo.

Cosa Vedere

Le cose da vedere sono diverse e spesso concentrate in un’area ristretta, comoda da attraversare anche a piedi:

  • Lago Piccolo
  • Resti dell’abbazia di Sant’ Ippolito
  • il Monastero di San Michele
  • il Lago Grande
  • Monticchio Bagni

 

lago piccolo di monticchio

Il Lago Piccolo

La zona del lago Piccolo è la più visitata dai turisti. Trovare parcheggio per l’auto o pullman da queste parti non è un problema.

Ci sono inoltre aree pic-nic attrezzate anche per il campeggio e giochi dei ragazzi. Nonché negozi di artigianato tipico, bar e ristoranti ricchi di bontà lucane tutte da assaporare.

percorso tra gli alberi

Percorso

Intorno al piccolo bacino idrico è stato realizzato un percorso asfaltato semplice e pianeggiante, adatto a tutti, e dove anche i disabili possono muoversi agevolmente.

Il paesaggio è a dir poco stupendo. Si attraversa un bosco rigoglioso fatto di faggi, carpini, aceri e frassini che ti accompagnano durante l’itinerario circolare.

Una flora rara e variegata si affianca ad una diversificata fauna lacustre (anfibi, rettili e svariate specie di pesci), e a rapaci di grossa taglia che sorvolano i cieli azzurri, come nibbi reali, capovaccai, sparvieri e corvi imperiali.

A metà percorso si può salire verso l’abbazia di S. Michele e successivamente, sullo stesso sentiero, si incontrano i ruderi di un antico monastero dedicato a S. Ippolito, sulle rive del lago.

All’abbazia ‘Michaelica‘ si arriva attraverso una lunga scalinata panoramica. Chi non ha molta dimestichezza con le scale può scegliere il secondo ingresso, più comodo.

Si raggiunge dalla strada SP 167 e poi si seguono le indicazioni per il Monastero. Pochi minuti e si arriva a destinazione.

Consiglio: i parcheggi da queste parti sono pochi, nei periodi di maggior affluenza conviene lasciare l’auto un centinaio di metri prima dell’ingresso in modo da non creare ingorghi o restare bloccati nel traffico.

Lago Grande

Ancora oggi il bosco di Monticchio è considerato uno dei più belli d’Italia. Nell’area del lago Grande tra il frassino ‘Oxey-carpa’ e gli anfratti delle rocce vulcaniche si cela una farfalla notturna di specie unica per l’Europa: la Bramea di Harting.

La famosa Brahmea notturna fu scoperta nel 1963 dallo studioso Federico Harting, è una specie unica per la scienza e risulta assente in Europa.

Al fine di salvaguardare la specie è stata creata una Riserva Naturale Orientata e protetta, non accessibile ai visitatori.

fiori di ninfea alba

La Ninfea

Di eccezionale bellezza è la Ninfea alba visibile sulle sponde dei laghi. Le sue enormi foglie sono trattenute da steli lunghi quasi 5 metri che si dipartono dai fondali.

Emergono in superficie in primavera, le ninfee in tutta la Basilicata sono visibili solo a Monticchio. Zona di interesse incredibile per l’intera vegetazione dell’Italia meridionale.

l'abbazia di san michele arcangelo di monticchio

L’Abbazia di San Michele

Una cosa da non perdere durante la visita ai laghi di Monticchio è sicuramente l’abbazia di San Michele Arcangelo. Aperta tutto l’anno si trova in posizione elevata rispetto alla pianura del lago Piccolo.

Si intravede subito da ogni sponda del lago sia per la sua mole che per il colore bianco delle pareti, che fuoriescono dalla vegetazione verdeggiante sulla spalla nord-est del monte.

Una salita con scalini in roccia anticipa la stradella che porta pian pian al suo ingresso. L’antico tratturo religioso accoglie visitatori con una serie di segnaletiche informative, punti di sosta con panche in legno, edicole votive lungo tutto il sentiero.

Il chiostro benedettino è in parte costruito e in parte scavato su un antico eremo preesistente.

chiostro san michele ingresso

Entrati dalla porta di accesso principale si inizia già a percepire l’aria di pace e quiete che regna in tale contesto ecclesiastico. Una musica pacata e celestiale accompagna i devoti tra le stanze dell’eremo.

Al pian terreno troviamo il simpatico custode che vigila sugli ingressi e sulla buona condotta dei turisti. Troviamo una sala con alcune ricostruzioni artigianali delle più grandi abbazie d’Italia e d’Europa in scala ridotta.

Ed ancora le sale della biblioteca e del museo.

Proseguendo da sinistra saliamo da gradini in pietra per raggiungere la Cappella delle funzioni.

Questo è un luogo magico. La Chiesa dedicata all’Arcangelo Michele si sviluppa in parte nella roccia ed in parte fuori dalla montagna. Nello scavo roccioso si nota subito la statua del Santo e un’edicola in una nicchia ricca di affreschi.

affreschi rupestri

Affreschi Rupestri

La grotticella fu consacrata nel 1059 da Papa Nicolò II e probabilmente realizzata dalla mano di monaci bizantini insediatisi precedentemente in zona.

Nelle immagini vengono raffigurati il Cristo che benedice con al suo fianco la Madonna, e San Giovanni Battista, e 6 apostoli ai due lati della grotta.

Di notevole pregio è la facciata della cavità da cui spiccano mosaici geometrici composti da pietre bianche e pezzi di lava nera. Uno stile tipicamente bizantino, che si può attestare intorno all’ 11° secolo d.C.

Guardando la grotta di fronte si nota sul lato destro una piccola ‘Acquasantiera naturale‘.

Dalla parete fuoriesce una vena d’acqua molto piccola, dove spesso i fedeli si rivolgono per bagnare un fazzoletto o un indumento alla fonte benedetta.

Il resto del cenobio ospita una sala che si prolunga verso l’esterno con panche in legno per svolgere le rituali funzioni cattoliche.

Bellissimo è il panorama che si scorge dalle finestre, a strapiombo sui due laghi: Monticchio da quest’altezza ha una prospettiva incantevole.

 

abbazia di sant' ippolito

L’abbadia di Sant’ Ippolito

Sulla sponda nord del Lago Piccolo si trova la vecchia abbadia di Sant’ Ippolito. Nata da un’antico insediamento basiliano probabilmente è stata tra le prime sedi del monachesimo benedettino d’Italia subito dopo quella di Montecassino.

La storia dell’antica dimora ecclesiastica non ha purtroppo documentazioni tali da permettere una ricostruzione chiara dell’origine dell’abitato.

Alcune ipotesi fanno risalire la sua fondazione ad un periodo precedente a quello bizantino. Con l’arrivo dei Normanni i monaci benedettini ottennero l’allontanamento del rito greco e cominciarono la costruzione del nuovo monastero di Sant’Ippolito, dove prendeva piede una numerosa comunità benedettina.

bagni di monticchio

Bagni

Il turismo da queste parti ha radici molto antiche. Le acque minerali fin dall’epoca romana richiamavano moltitudine di gente per le portentose proprietà curative. In contrada Capanne si allestiva nei mesi estivi un villaggio termale, dove sorgevano appunto dei capanni che ospitavano i vacanzieri.

I terreni nei dintorni di Monticchio Bagni sono chiamati ancora ‘Paduli‘. Nel 1873 nacque uno stabilimento termale nei pressi di 8 sorgenti d’acqua ricche di ferro e carbonio. Tra cui ricordiamo la sorgente di ‘Acqua Santa‘ e la ‘Rapida‘.

Nel 1930 un violento terremoto fece crollare i capanni che non furono più ricostruiti.

acque minerali di monticchio

Acque Minerali

Oggi le acque minerali di Monticchio spopolano in tutta la penisola. Sono sorte aziende di imbottigliamento che hanno dato vita a grandi marchi del settore, come Gaudianello, frizzante, Lilia, liscia, Leggera, e tante altre.

come arrivare a monticchio

Come arrivare

Arrivare a Monticchio è molto semplice guardando la mappa territoriale, sia dai paesi della Puglia che dalle città della Basilicata.

Chi arriva da Foggia, e zone limitrofe deve seguire le indicazioni per Melfi e transitare sulla comoda statale Bradanica 655. Dopo il bivio di Candela proseguire per la SS 401 direzione Rocchetta scalo ed in seguito uscire per la SP 401 che conduce sulla Sp 167, strada dei laghi.

Per chi invece arriva dalle città di Cerignola, Canosa di Puglia e Andria può scegliere tra la SS 93 che attraversa Barile e Rionero in Vulture, o in alternativa seguire la SP 401, che lambisce la parte settentrionale.

Entrambi si innestano alla SP 167.

Chi invece arriva da Matera potrà seguire la strada Bradanica 655 fino al bivio di Lavello. Poi prendere la SS 93 fino a Rapolla e dopo immettersi come sopra verso la SP 167 o la SP 401.

sagra delle castagne del vulture

Sagre e feste patronali

La festa patronale di Monticchio Laghi è dedicata a San Michele e ricade il 28 ed il 29 di settembre. E’ un evento molto seguito sia dai lucani che dai pugliesi che arrivano dalle zone vicine.

Ad ottobre poi c’è la famosa Sagra della castagna, di cui i territori del Vulture ne sono ricchi.

Dove Mangiare

Da queste parti si mangia bene un po’ dappertutto. Ci sono punti ristoro per pranzi fugaci e ristorantini niente male tra le rive del lago Piccolo e del Grande.

Per gli intenditori ricordo che i piatti tipici del Vulture sono a base di carne di maiale, funghi e peperoni, in cui uova, cipolle e crostini di pane fanno da contorno.

Il meteo

Le condizioni meteo favorevoli per una gita fuori porta si concentrano nei periodi primavera – estate. Da Pasqua i laghi di Monticchio si popolano di viaggiatori fino in autunno.

Sono il luogo ideale per allontanarsi dall’afa cittadina e godersi un sano relax nel verde, in terra lucana.

 

Gli amanti di escursioni e passeggiate naturalistiche troveranno tutto ciò di cui hanno bisogno: cartine e informazioni per visite guidate nel parco. I più comodi, invece, potranno noleggiare un pedalò o fare un tour sul battello e scoprire le meraviglie del lago.

Balneabilità

Le acque dei laghi di Monticchio non sono balneabili, non si può fare il bagno. Ed inoltre fate molta attenzione ai bordi delle rive non recintati. I fanghi possono essere scivolosi, non avventuratevi in strani itinerari.

Dormire

Anche se non tantissime in zona sono nate diverse strutture ricettive: alberghi, bed and breakfast e agriturismi. E’ facile trovarle nei borghi limitrofi o nelle immediate vicinanze degli specchi d’acqua.

Nelle vicinanze

Tra i paesi lucani nelle vicinanze si può fare una puntatina a Venosa, città di Orazio e Melfi, roccaforte del governo federiciano.