Storia


Come nascono e si evolvono i Sassi di Matera: storia e vicende di un popolo primordiale.

storia dei sassi di matera

 

La storia dei Sassi di Matera

La storia di Matera è ultra-millenaria. Case scavate nella roccia, grotte e civiltà antichissime appaiono nel territorio murgico sin dall’età della pietra.

La città dei Sassi è considerata la terza città più antica al mondo. Il primo insediamento risale a circa diecimila anni fa.

Ne sono testimonianza i numerosi reperti preistorici rinvenuti lungo entrambe le sponde della Gravina.

Tali reperti fanno riferimento a periodi tra paleolitico e neolitico. Inoltre, le case grotta, tipici insediamenti rupestri dell’area, già in tempi antichissimi risalenti all’età del bronzo, costituivano le dimore divenute storiche della popolazione materana.

Altre ricerche sono tutt’oggi in corso al fine di risalire alla precisa datazione di questa arcaica civiltà.

In relazione a tali scoperte, sono stati messi a punto itinerari specifici dedicati alla cronologia storica del territorio, in grado di ripercorrere le ere preistoriche e geologiche che hanno segnato lo sviluppo della vita nel territorio rupestre.

Sasso Barisano, la Civita e Sasso Caveoso, uno scenario unico. I Sassi di Matera sono passati da vergogna nazionale a patrimonio mondiale dell’umanità.

Sono gli antichi rioni formati da case semplici scavate nella tenera roccia di tufo.

storia del sasso barisano e del caveoso

Un’ architettura straordinaria. Matera insieme con i Sassi, offre al visitatore un paesaggio esclusivo.

Un insieme di case raggruppate in un ordine meticoloso. Dove il pavimento di un’abitazione corrisponde spesso al tetto di quella sottostante.

Dove si può notare quanto importante sia stato nel tempo l’utilizzo e la conservazione dell’acqua. Abitazioni in cui risiedevano cittadini che, pur nella povertà, vivevano in pace e in simbiosi tra loro.

Visitando Matera non si può fare a meno di ammirare luoghi, spazi e paesaggi che questo patrimonio riesce ad offrire.

 preistoria di matera

Preistoria

Il territorio Materano dal punto di vista preistorico appare uno tra i siti archeologici più interessanti del sud Italia.

Numerosi reperti riconducibili al periodo Paleolitico, Neolitico e all’età dei metalli sono stati rinvenuti lungo le dorsali della Murgia materana.

Tracce dell’uomo primitivo furono scoperte già nel 1872 dall’allora medico Domenico Ridola.

Archeologo per passione, il primo a cominciare in quegli anni gli scavi nella zona.

A Ridola va riconosciuto il merito, non tanto per i modi di operare, ma per la volontà, di aver messo insieme i pezzi della storia e della preistoria materana.

Di grande importanza sono le grotte della parte a sud della città in contrada Agna, come la Grotta dei Pipistrelli e la Grotta Funeraria nel livello sottostante.

In cui furono portate alla luce bifacciali e amigdale probabilmente ascrivibili al periodo Acheulano.

Ma i riferimenti più rilevanti sono associati al Musteriano, in cui era solito lavorare la pietra con la pratica levalloisiana.

A tale tecnica appartenevano una serie di manufatti litici come punte in selce, raschiatoi e altri oggetti da percussione.

Le ricerche effettuate hanno portato testimonianze della vita preistorica durante il periodo inferiore-medio.

Mentre molto carenti, probabilmente dovuto alla mancanza di indagini specifiche, sono segni e informazioni che rimandano al paleolitico superiore.

clima nella storia dei sassi di matera

Trasformazioni ambientali

I ritrovamenti di resti animali danno chiare indicazioni sulle trasformazioni ambientali avute nel corso dei secoli sull’altopiano:

  • l’orso delle caverne,
  • il bue selvatico,
  • daini
  • e cervi

che fanno pensare ad una vegetazione scarna.

Invece reperti di alcune specie di stambecco rimandano ad una temperatura molto più bassa.

Il cavallo, l’istrice, i cinghiali ci fanno immaginare invece una realtà climatica di pseudo steppa e prateria con temperature miti.

In sintesi ad un periodo interglaciale caldo, è seguito un periodo tipico delle aree fredde.

Con un territorio di praterie steppiche e piante arbustive.

Si va da quello compreso tra la fase glaciale del Riss e la glaciazione di Wurm, caratterizzato da boschi a vegetazione alta e sempreverde.

A quello glaciale di Wurm appunto, caratterizzato da un clima più freddo con specie vegetali meno rigogliose.

villaggio neolitico su murgia timone

Era Neolitica

I primi insediamenti stanziali dell’uomo di Matera durante il Neolitico furono rinvenuti in gran parte sulla Murgia:

  • Murgecchia,
  • Tirlecchia,
  • Trasano,
  • Murgia Timone,
  • Serra d’Alto,
  • Trasanello,
  • e nella Civita.

Per come sono distribuiti i vari villaggi neolitici è presumibile che i suoi abitanti abbiano fatto in modo di vivere nelle vicinanze delle cascate dello Jurio, gorghi d’acqua naturali.

Una riserva d’acqua naturale alimentata dal torrente Jesce.

Un piccolo fiume perenne che nasce dalle colline di Santa Candida per poi confluire nella Gravina di Matera.

Inoltre l’altopiano murgico per la sua morfologia si trovava in una posizione geografica utile ad avvistare il nemico.

E consentiva ai primi uomini materani di svolgere le attività di caccia e pastorizia.

Quando l’uomo trasformandosi in agricoltore cominciò a coltivare i campi, si spostò da questi insediamenti per occupare la zona della Civita.

Probabilmente la scelta fu motivata dal fatto che le terre dell’area dei Sassi si presentavano più adatte all’agricoltura.

Ed inoltre l’area della Civita consentiva una maggiore difesa e godeva di una posizione centrale sull’altopiano murgico.

Assetti urbani primitivi

Le dimore sparse qua e là sulle pendici dei Sassi cominciavano ad assumere sempre più l’aspetto di un centro abitato.

Un borgo agricolo e pastorale che si costituiva, se non in maniera organizzata, come primo agglomerato umano di Matera.

Non ci sono molte testimonianze in merito.

Ma è ipotizzabile che già nel periodo preromano sulla colle della Civita i vari insediamenti avessero la conformità di un villaggio.

I suoi abitanti cominciarono ad abitare nelle case di tufo, dove per abitarci il materiale veniva tolto invece di essere aggiunto.

Scavavano le proprie case a più livelli nella roccia di calcarenite che si distribuisce lungo i declivi gradonati della collina.

Gli alloggi venivano collegati tra loro tramite una fitta rete di rampe e corridoi.

Età Preromana

Il periodo Pre-Romano fu interessato dalla dominazione dei lucani.

Dalle notizie pervenuteci sppiamo con certezza che erano popoli italici e vissero all’estremità meridionale della nostra penisola tra il V ed il III secolo a.C.

La lucania era una terra che comprendeva:

  • una gran parte della Basilicata,
  • l’area dell’attuale provincia di Salerno, da Paestum verso sud,
  • e l’entroterra della Calabria.

Le coste erano invece di proprietà dei coloni greci.

Dalle poche fonti a disposizione si può affermare che , fatta eccezione delle coste, nell’entroterra convivevano due popolazioni.

Le quali intorno al IV secolo dopo Cristo si separeranno, per dare vita a Calabria e Lucania.

Non ci sono elementi molto chiari sulle vicende che spinsero le due etnie a dividersi.

Potremmo dire però che erano molto vicine tra loro. Oggi si direbbe separati in casa.

E che ad un certo punto si sono allontanate definitivamente, IV secolo d. C. .

i sanniti in basilicata

I Sanniti

Per i greci i lucani provenivano dai Sanniti. Questi ultimi occupavano una terra del centro Italia tra Campania e Molise.

Una parte di essi si sarebbe spinta verso le coste meridionali.

Ciò che sappiamo di certo è che tra il V ed il IV secolo vivevano in quella che oggi viene chiamata Basilicata.

Fu in queste terre che trovarono gli enotri e si mescolarono con loro.

E ne imposero il proprio dominio.

Nasceva così la nuova Lucania. Un nome che deriva da lucus (radura nel bosco) o lykos (lupo, animale sacro).

Ma com’erano i lucani ? Sicuramente avevo lo stesso carattere bellicoso dei sanniti.

Attaccarono da subito le colonie greche della costa e pian piano riuscirono a estendere il proprio territorio in quella che fu denominata Grande Lucania.

I domini andavano dallo Ionio al Tirreno meridionale.

Dopo però alcuni conflitti interni avvenne quella scissione che portò alla nascita della Brettia, l’odierna regione Calabria.

Nascevano i Bruttii, o Brettii, che crearono la propria roccaforte del potere tra le montagne della Sila e Cosenza.

E dividendo in questo modo il territorio lucano.

 

Cultura Greca 

I lucani subirono il fascino della cultura greca molto più dei cugini bruttii.

Si notano similitudini nell’architettura urbana, nel lavorare la ceramica, nell’abbigliamento femminile.

Dalle rive ioniche di Metaponto fino all’agro di Matera molti rinvenimenti testimoniano la correlazione con la tradizione e l’eleganza greca.

 

Età Romana

Nel periodo Magno Greco il nucleo urbano di Matera stabilì un canale diretto con le colonie situate sulla costa meridionale della regione.

Mentre in età romana la sua funzione era solo di passaggio.

Serviva esclusivamente all’approvvigionamento di beni di prima necessità.

Dei prodotti alimentari utili per il fabbisogno quotidiano o il sostentamento durante le guerre.

 

età medievale

Il Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero Romano, durante il periodo dell’alto Medioevo, Matera assumeva una veste di centro fortificato.

Soprattutto per opera dei Longobardi, i quali la elessero a Castaldato.

In questo periodo la città dei Sassi costituiva un punto nevralgico di scambio tra Oriente ed Occidente.

Venne eretta sulla zona alta del colle, una cinta muraria, al cui interno risiedeva il castello denominato poi Castelvecchio.

Nelle due insenature a destra e a sinistra del colle della Civita cominciavano a delinearsi i casali, gli antichi Sasso Caveoso e Sasso Barisano.

In questi ambienti ha inizio la civiltà rupestre.

Tra abitazioni e Chiese scavate nella roccia, camminamenti, stradine tortuose si articolavano tra spiazzi e terrazzamenti.

Con l’arrivo dei Normanni la città assume già un’aspetto più urbano.

Nella parte alta, fortificata da mura, di cinta si stabiliscono gli edifici religiosi, gli uffici pubblici e amministrativi, e i palazzi nobiliari.

Mentre al di fuori delle mura si sviluppa tutta una serie di caseggiati rurali avvolti tra i due imbuti di roccia del Caveoso e Barisano che dall’alto man mano degradano a valle verso il torrente gravina.

periodo svevo

Svevi e Angioini

Durante il secolo XI e XIV, prima sotto la dominazione Sveva, e successivamente sotto quella Angioina, la struttura urbanistica non cambia molto.

Il centro politico ed amministrativo resta di pertinenza della Civita, mentre si assiste ad un incremento dei casali rupestri.

Nel 1200, inoltre, moltissimi edifici sacri, chiese e monasteri, vengono costruiti in diversi punti della città.

Segno dello stile romanico pugliese dell’epoca e di un momento economico in crescita.

Viene terminata nel 1270 la costruzione della Cattedrale, le chiese di San Domenico, con annesso convento.

E San Giovanni Battista nella attuale via San Biagio, seguita dalla chiesa con la badia di San Francesco d’Assisi.

Questo impulso religioso ed economico si materializza ancor più nel secolo XV.

Matera abbandona i requisiti feudali per entrare a far parte del Regio Demanio.

Nuovo centro cittadino

Il centro della vita cittadina si sposta nella Piazza del Sedile, fuori dalla Civita, dove verrà edificata la sede del Municipio.

La piazzetta del Sedile diventa anche un luogo fondamentale per gli scambi commerciali e agricoli.

E nelle vicinanze, quella che oggi viene chiamata via delle Beccherie, nascono una serie di botteghe artigianali.

Nella zona alta del colle della Civita si costruiscono i palazzi delle famiglie nobiliari, della classe dirigente e del clero.

Mentre i braccianti agricoli continuano a ricavare spazi realizzando i propri ambienti in grotte di tufo.

Nel Sasso Caveoso inoltre, in quei secoli, nasceva un casale di etnia arbereshe popolato da profughi albanesi, serbi e croati giunti a Matera intorno al XVI secolo.

regia udienza di basilicata

Regia Udienza

L’anno più radioso per la storica città di pietra è rappresentato però dal momento in cui Matera diviene la sede della Regia Udienza della Basilicata e Capoluogo di regione, era il 1663.

Veniva istituito il Tribunale insieme ad altri uffici con funzione amministrativa e burocratica.

Cominciavano così a fiorire nuove figure professionali: avvocati, giudici, impiegati amministrativi impegnati a svolgere nuovi lavori utili a gestire la cittadinanza.

E’ in questo periodo di tempo che ha origine il rione del Piano.

Una nuovissima porzione urbana prospiciente ai Sassi si sviluppa lungo la linea perimetrale.

Che parte da via Ridola, passando prima da via delle Beccherie e poi arrivando nell’ attuale piazza del centro di Matera, oggi piazza Vittorio Veneto, termina all’altezza della villa comunale.

Nuovi fabbricati con architetture essenzialmente dissimili dalle progettazioni tipiche del materano fino a quel tempo.

Palazzi illustri, prestigiosi concorrono ad abbellire la recente struttura urbana.

Vengono edificati nell’odierna piazza duomo:

  • il Palazzo Gattini,
  • Malvini,
  • Santoro,
  • e inoltre palazzo d’Addozio,
  • Malvezzi,
  • Caropreso.

Luoghi di culto come:

  • la chiesa di San Francesco da Paola,
  • il convento di San Francesco d’Assisi,
  • il Palazzo Lanfranchi, sede del seminario,
  • il convento con l’annessa chiesa di San Domenico,
  • la imponente monastero di Sant’Agostino,
  • il chiostro di San Giovanni in via San Biagio.

Vengono costruite le prime case al di fuori del territorio dei Sassi in rione Case Nuove.

nuovo assetto urbanistico

Un nuovo assetto urbanistico

Cresceva un nuovo congegno urbanistico che si differenziava dal solito sia per composizione degli spazi che per architettura progettuale.

La nuova Matera muoveva i suoi primi passi e lo faceva all’esterno dell’ormai satura situazione dei Sassi in cui lo spazio era oramai ridotto all’osso.

Il baricentro della vita commerciale, artigiana e religiosa inizia a pulsare nel nuovo nucleo civico, dove dimorano palazzi signorili, chiese e monasteri, e botteghe.

Da questo momento in poi si assiste all’incuria e al riadattamento di luoghi che una volta erano centri di aggregazione sociale e religiosa.

I nuovi spazi collettivi si trasferiscono sul piano, le chiese rupestri sono sostituite dalle più recenti e sono private non solo della funzione religiosa ma anche le opere artistiche e architettoniche.

Da luoghi di culto diventano, stalle, magazzini, depositi, alloggi.

Il secolo dello sviluppo e della costruzione del Rione del Piano coincise con l’isolamento e l’emarginazione dei Sassi.

età barocca

Il Barocco

Se il 1600 ed il 1700 furono i secoli delle nuove realtà urbanistiche, dell’evolversi dei nuovi ceti medi, dello sviluppo architettonico e sociale della zona del Piano, il 1800 fu un secolo di stallo e di inversione di marcia per il paese.

Con la privatizzazione delle terre la situazione che veniva a delinearsi era deleteria soprattutto per quella parte della popolazione che si esprimeva nei lavoratori agricoli.

Le proprietà e le terre espropriate alla classe ecclesiastica dovevano risollevare le classi più povere della popolazione.

Il modo però, in cui fu attuata la confisca dei beni alla Chiesa finì per peggiorare ancora di più la situazione.

Le categorie più povere non furono nemmeno in grado di accedere alle vendite.

Poiché fu stabilito che i beni nazionali dovessero essere venduti solo ed esclusivamente ai creditori dello stato.

Ne conseguì che le proprietà ed i beni delle classi clericali finirono nelle mani dei borghesi, dei nobili e dei funzionari statali.

I contadini vedevano ora soppressi i loro diritti di assegnazione delle terre demaniali e gli usi civici.

Ossia i diritti d’uso della proprietà comune per pascolo erbatico e legnatico.

La storiografia dell’epoca riporta che durante il 1860 la popolazione aumenta a dismisura.

il sovraffollamento ed il problema demografico nei sassi

Il Problema demografico

L’ esponenziale crescita demografica non coincide con un adeguato piano urbanistico di inserimento nei territori del Piano.

I ceti più deboli sono costretti a ricavare le abitazioni dai risicati spazi che porteranno al sovraffollamento dei rioni di pietra.

Si scavava come meglio si poteva per guadagnare grotte e ambienti in cui vivere, o meglio sopravvivere.

Quelle che un tempo erano aree libere venivano presto cancellate per far posto a nuove abitazioni, o spazi per vivere che dir si voglia. Era il principio del dramma.

Nel 1900 la situazione abitativa che si presenta nei due rioni dei Sassi è maggiormente degenerata.

Intanto Matera diventa nel 1927 capoluogo di provincia della Basilicata e ciò provoca piccoli cenni di risveglio.

Sono gli anni della costruzione della ferrovia che collega la città a Bari.

Alcune zone nella parte alta a monte del Piano vengono individuate per accogliere gli edifici:

  • dell’amministrazione provinciale,
  • la scuola,
  • il palazzo dell’Incis,
  • la camera di Commercio,
  • le Poste,
  • il campo sportivo la colonia elioterapica.

Nuove costruzioni si avviano nei pressi dell’odierna villa comunale, via Roma e via Cappelluti.

foto storiche del dopoguerra

Il Dopoguerra

Nel 1950 la situazione abitativa dei rioni materani è diventata insostenibile, soprattutto dal punto di vista igienico e sanitario.

Per sopperire a tale gravoso e continuativo problema l’allora Capo del Governo Italiano Alcide de Gasperi, promulga una riforma ad hoc, la Legge Risanamento Sassi.

Vengono realizzati i nuovi quartieri popolari come:

  • La Nera,
  • Piccianello,
  • Serra Venerdi,
  • Bottiglione.

E anche in periferia si cerca di creare nuove realtà abitative come borgo Picciano, Venusio e La Martella.

Nelle nuove case i materani avranno acqua corrente, fogna, luce elettrica e tutti quei comfort della vita moderna, che molti non avevano mai conosciuto prima di allora.

Ma la storia di Matera non finisce qui.

Lo sfollamento da quelle ‘spelonche trogloditiche‘ fu solo una pausa durata relativamente poco tempo.

Un breve intervallo, qando in seguito negli anni ’90 i materani torneranno rivivere nelle loro case di pietra.

Il progetto voluto da Olivetti non portò i frutti sperati, egli, difatti, desiderava ridare agli abitanti dei Sassi non solo una nuova casa, ma anche nuove terre da coltivare.

I contadini però, invece di mandare avanti la terra sono diventati operai edili, fabbri, artigiani.

Si sono allontanati da quella economia agricola che, dopo le riforme del frazionamento terriero, invece, faceva ben sperare in una ripresa della società agricola, in chiave moderna.

Ma ci fu anche un altro elemento di cui gli urbanisti dell’epoca non tennero conto: le comunità dei Sassi.

Nella vita giornaliera i materani erano abituati a vivere come una famiglia allargata, pur non avendo nessun legame familiare che li unisse ai propri vicini di casa.

La vita del Vicinato

Il Vicinato era un piccolo quartiere in cui gli inquilini delle case che ne facevano parte erano come un’unica famiglia, pur essendo solo estranei.

Ognuno aveva il suo compito: chi cuciva gli abiti, chi si occupava della cucina, chi degli animali, ognuno era indispensabile all’altro per vivere, o sopravvivere.

Questo modo di vivere aveva caratterizzato la comunità materana da millenni, e forse rappresenta il vero punto di forza e di sopravvivenza di una civiltà così antica.

I Sassi furono dichiarati la ‘Vergogna d’Italia’ da Togliatti e chiamate vergognose tane da Alcide De Gasperi.

I Sassi di Matera vengono descritti da Carlo Levi nelle missive inviate alla sorella come i gironi dell’inferno di Dante.

Molte degli edifici costruiti durante i primi anni dello sgombero furono innalzati quasi a barriera per non permettere la vista a chi era nella nuova città di quei vergognosi luoghi.

Come succederà in seguito, la vergogna si trasformerà presto in orgoglio, vanto e onore.

matera patrimonio unesco

Il Riscatto Sociale

Fu l’architetto Pietro Laureano a redigere il progetto di candidatura nell’UNESCO.

Nel 1992 il famoso architetto lucano fa conoscere al mondo questa incredibile realtà, civile e paesaggistica.

Laureano, attraverso uno studio approfondito, dimostra che questo popolo, con le sue conoscenze, avanzatissime in campo idraulico, le sue vicende uniche in un paesaggio a dir poco favoloso, non poteva passare inosservato agli occhi della cultura mondiale.

In breve tempo il destino di Matera cambia radicalmente.

L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura inserisce i Sassi nella lista dei patrimoni mondiali da salvaguardare.

come sono i sassi di matera oggi

Oggi

Da Vergogna Nazionale Matera diventa patrimonio Unesco, e in breve la vita nei Sassi si riaccende e si rinnova ancora.

Le case dei quartieri materani tornano ad essere abitati.

Dal 1993 ad oggi man mano riprendono i lavori di ristrutturazione per riportare alla vita quel filo di memoria lunghissimo che non si è mai spezzato.

Il resto è cronaca odierna.

Le abitazioni vengono fornite di acqua, fogna, gas, corrente elettrica e sono ora vivibili per tutti.

Attualmente accolgono circa 4 mila abitanti, ed insieme fioriscono attività ricettive come:

  • alberghi,
  • bed and breakfast,
  • case per vacanza,
  • e negozi per lavori artigianali, in tufo, o altri materiali del luogo.

Matera e i suoi Sassi diventano set per film e prodotti cinematografici, cortometraggi e produzioni pubblicitarie.

Attori, registi, artisti da tutto il mondo vogliono venire a conoscere Matera.

Per vedere, vivere, lavorare e ammirare una delle più autentiche meraviglie del nostro pianeta.

Il 17 novembre del 2014 viene insignita del premio Capitale 2019 insieme a Plovdiv.

Migliore città simbolo della Cultura in Europa.

Insediamento Ancestrale

Il nucleo insediativo urbano in cui si sono sviluppati i Sassi risale a circa 10mila e 500 anni fa.

Il popolamento di Matera entra a pieno merito tra i primi in assoluto della sfera terrestre.

Preceduta solo da Gerico, in Cis Giordania (11000) e Aleppo in Siria (13000 anni).

Nuovi Studi

Attualmente lo studio di astronomi, geologi, e archeologi di alcuni siti in Basilicata testimonia la presenza di antiche comunità le quali utilizzavano calendari di pietra.

Ossia complessi megalitici, per segnalare delle particolari date dell’anno, probabilmente per lo svolgimento di riti sacri o per motivi pratici.

I punti d’interesse archeo-astronomico nel territorio lucano si riferiscono ad una ricerca effettuata in località Petre de la Mola.

Nel Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane.

Nelle vicinanze del Monte Croccia, ed il Villaggio Neolitico in località Murgia Timone proprio sull’altopiano di fronte alle case dei Sassi.

Civiltà preistoriche che confermano una sofisticata conoscenza in merito ai cicli solari e i movimenti degli astri.

Al comando di questo progetto un famoso docente dell’ Università La Sapienza di Roma, l’ archeo-astronomo Professor Polcaro.

Che ha dimostrato un eccezionale interesse per questi luoghi, tornando più volte nell’arco dell’anno a studiarne le peculiarità.

Curiosità

Lo sapevate che Matera è stata la prima città del Mezzogiorno d’Italia a ribellarsi al Nazismo ?

L’origine del Nome e la sua etimologia

Breve video sulla vita nei Sassi di Matera con immagini di oggi e di ieri

 

Perché non programmare una visita culturale approfondita !