Sant’Eustachio


Vita e storia del Patrono di Matera, Sant’ Eustachio. Quando si festeggia e cosa ha fatto per divenire un martire della Chiesa Cristiana.

fest di sant'eustachio patrono di matera

Sant’ Eustachio

Patrono della città cavata nel tufo Sant’ Eustachio viene ricordato dai cittadini materani ogni anno con le celebrazioni solenni del 20 settembre.

L’immagine del prode generale romano è presente in molte delle chiese materane sparse tra la città nuova e i cenobi rupestri della zona.

Il culto del Martire ha a Matera origini antiche.

Tra l’ VIII ed il IX secolo d.C. viene eretto in suo onore un monastero benedettino dai monaci che si insediavano nella parte alta dell’attuale Civita.

In un periodo successivo, intorno al 1060, la chiesetta ipogea venne ampliata per permettere ai devoti, divenuti più numerosi, di frequentare il luogo di culto con più facilità.

Il nuovo edificio religioso, consacrato nel 1082, si presentava molto più spazioso rispetto al precedente, scandito da tre navate divise da dodici colonne.

Oggi dell’antica basilica restano una cripta in cui si scorgono numerosi graffiti, e i ruderi del monastero dove fece visita nel 1093 Papa Urbano II.

Tale insediamento monastico riveste rilevante importanza poiché fu luogo dei primi insegnamenti di San Giovanni da Matera.

Il monaco benedettino, fondatore della Congregazione di Pulsano, ricevette da bambino le prime nozioni religiose proprio all’interno del monastero materano.

Ma come divenne patrono della città dei Sassi ?

Durante i primi mesi del 994 d.C. la città di Matera fu assediata brutalmente dai Saraceni.

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Riuniti in preghiera i cittadini invocarono l’aiuto del Santo, che ascoltandoli, liberò la città dagli oppressori il 20 maggio del 994.

Quel giorno stesso in ringraziamento al miracolo che aveva compiuto Sant Eustachio venne proclamato patrono della città.

E la popolazione tutta insieme alle autorità e ai rappresentanti del clero si recarono nella Chiesa del protettore per omaggiare la sua figura con cera, monete d’argento e prodotti della terra.

Da quel momento ogni 20 maggio si commemora la memoria di quel miracolo, come vuole la tradizione locale.

Storia in breve

Famoso generale delle truppe imperiali all’epoca dell’Imperatore Traiano, rispondeva in quel tempo al nome di Placido.

Il guerriero romano aveva una moglie, Lilia, e due figli, Agapito e Teopisto.

Era un prode e valoroso guerriero molto amato dalle truppe romane e moto noto anche all’imperatore di Roma per aver sconfitto i Parti.

Siamo nell’anno 100 a.C. quando il prode condottiero di ritorno da una battaglia chiede all’imperatore di riposarsi e ritornare per un po’ di tempo dalla sua famiglia.

Tornato a casa Placido si gode un periodo di meritato riposo, ma la sua mente sembra non sia più quella di una volta.

Nei suoi pensieri si affollano tante domande, sulla vita, sulla morte e sul perché si deve uccidere per vivere.

visione di sant'eustachio

La visione

Qualcosa in lui sta cambiando e ben presto lo scoprirà.

Un giorno durante una battuta di caccia l’attenzione del generale viene attratta da un bellissimo cervo.

Cerca di inseguirlo e riuscire a prenderlo ma stranamente non riesce a catturarlo.

Il cervo appare e ricompare più volte e in alcuni momenti sembra guardarlo fisso negli occhi per sfidarlo.

dopo una serie di apparizioni e sparizioni lo rivede su un piccolo colle.

Pensando di averlo in pugno prende il suo arco per trafiggerlo con le sua freccia già pronta ad ucciderlo.

Ma prima di lasciar partire la freccia si blocca.

Dalle corna del maestoso cervo compare una Croce con un bagliore intenso.

E poi una voce che dice: “Perché vuoi uccidermi ?”

Placido resta esterrefatto dall’accaduto e chiede al cervo:”chi sei ?”

Così il cervo gli risponde:”Sono il Redentore, perché vuoi uccidermi ?”

Allora Placido gli chiede cosa deve fare.

La conversione

Il Signore gli dice di tornare a casa e battezzarsi da cristiano per purificarsi dai peccati, insieme con la propria famiglia.

In quel momento anche la moglie Lilia ha un’apparizione del Cristo che le parla e le comunica che la sua famiglia sta per iniziare una nuova vita.

I due alla sera si rivedono e raccontano l’una all’altro dell’accaduto.

Si convertiranno al cristianesimo, Placido prenderà il nome di Eustachio e Lilia verrà battezzata come Teopista.

Il prode Placido abbandonerà la vita militare e rinnegherà gli dei romani.

E’ questo sarà il motivo del suo martirio…

Il Rito

Il monastero eustachiano venne abbandonato nel XVI secolo, probabilmente a causa di un forte terremoto che nel XVI secolo ne compromise la struttura.

La facciata però della Chiesa, oggi Cattedrale di Matera, fu abbellita con le statue di Eustachio e sua moglie Teopista per non dimenticare il prode eroe cittadino.

Il duomo materano fu eretto nel 1270 e nel 1627 l’arcivescovo Fabrizio Antinori riconsacro l’edificio dedicandolo anche alla Madonna della Bruna, altra patrona dei materani.

Oggi

Nella Basilica della Cattedrale ha sede l’antica confraternita.

All’interno delle stanze del duomo sono custodite le reliquie del Santo insieme con quelle di Teopista e Agapito.

Una antica pergamena del XV secolo conserva ancora i libri corali realizzati da Reginaldo Piramo e descrizioni più rilevanti sulla vita del Santo, databili 1524.

Origine del nome

Deriva dal nome greco Eustachus o Eustachys.

Divenuto successivamente in latino Eustachius.

La parola è formata da ευ (eu, che vuol dire “bene”) e σταχιυς (stachys, cioè “spiga”).

Il suo significato composto è colui che produce buone spighe, o un buon raccolto, dunque fruttifero, che dà buoni frutti.

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processione sant'eustachio

La festa

La festa di Sant’ Eustachio si celebra a Matera il 20 settembre di ogni anno.

La messa solenne viene celebrata in Cattedrale dall’Arcivescovo, in presenza delle autorità civili ed esponenti delle forze dell’ordine.

Insieme con la popolazione tutta.

Viene accesa dal sindaco una lampada votiva per i caduti nelle guerre ed invocata la pace nel mondo.

Si benedicono le sementi per augurare un buon raccolto nel prossimo anno.

Finita la messa inizia la processione per le vie del paese.

L’Arcivescovo, in seguito, insieme con autorità civili e i cittadini percorre le vie del centro con l’effigie di Sant’ Eustachio Martire.

Una statua in legno realizzata dall’artista Angelo Sperdicchio di Andria nel 1799.

Durante le celebrazioni si svolgono una serie di attività culturali, ed eventi in tutta l’area del centro cittadino.

Concerti, mercatini dell’artigianato, mostre e stand dedicati alla tradizione gastronomica locale.

Infine alla sera si assiste all’affascinante spettacolo pirotecnico che si svolge dall’altra parte della città, di fronte ai Sassi

Programma di quest’anno!

Vivi Matera il 20 settembre e riscopri la tradizionale festa del prode generale romano

– Scopri altre manifestazioni

Curiosità

Il nome di Sant Eustachio è molto conosciuto a Roma, e nella regione, per un famoso caffè.

Nella caffetteria storica, infatti, viene preparato un caffè con una ricetta antichissima. Molto ricercato per le miscele pregiatissime, ed un’acqua di un antica fonte.