Parco murgia


Escursioni naturalistiche e trekking nel Parco della Murgia materana.

Di fronte al Canyon dei Sassi c’è un mondo tutto da svelare!

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Parco della Murgia Materana

Visitare Matera vuol dire immergersi tra i percorsi del Parco della Murgia materana e lasciarsi coinvolgere da un’esperienza nuova e alternativa.

Quando parliamo di trekking e visite guidate Matera offre davvero molto ai viaggiatori, con i suoi paesaggi immersi nella natura e nella storia antica.

A livello regionale, tra i parchi della Basilicata, l’Altopiano delle Murge copre anche alcuni comuni nei dintorni, contando quasi 10000 ettari di territorio tra: Chiese rupestri, siti preistorici e anfratti di roccia.

Dai Sassi fino a Montescaglioso, Ginosa e Picciano, partono escursioni ambientalistiche ogni giorno ad orari cadenzati in base al periodo dell’anno, e ad un costo accessibile a tutti.

Le Murge sono ancora un luogo libero colmo di natura, che fuoriesce dalla roccia.

 Durante una visita guidata possiamo imbatterci di frequente in:

  • grotte,
  • asceteri,
  • chiese rupestri medievali,
  • abitazioni,
  • spelonche,

scavati nella tenera roccia di calcarenite.

Nel parco delle Murge si ritrovano anfratti in cui l’uomo si è insediato sin dall’era paleolitica, e da qui non è più andato via.

Tracce del paleolitico e del neolitico sono presenti lungo le Gravine.

Testimoniano il passaggio della civiltà dall’altopiano murgico alle abitazioni dei Sassi di Matera.

Forre, pareti verticali, burroni, gole, canaloni, enormi canyons.

Il paesaggio del Parco della Murgia materana è sicuramente senza eguali.

A guardarlo di fronte, dall’alto di questo enorme giardino naturalistico, chi visita Matera avverte quasi un trasporto nella vita preistorica e nella natura primordiale.

Il turismo da queste parti è diverso, più di nicchia. Fatto per chi desodera estraniarsi un po’ dal resto e staccare la spina per qualche ora.

Il Parco delle Chiese Rupestri, inoltre, consente di ammirare aspetti faunistici e vegetazionali unici.

 

capovaccaio matera basilicata

Fauna

Numerosi sono i rapaci che sorvolano la città e nidificano tra i rioni Sassi ed il Parco della Murgia materana.

Tra i tanti una menzione meritano:

Tra i mammiferi il tasso, la volpe, il riccio, la faina.

Numerosi rettili hanno trovato il loro habitat naturale in questo territorio:

  • la testudo hermanni,
  • la tartaruga comune,
  • il meraviglioso colubro leopardino.

La Flora

La vegetazione e la flora del Parco della Murgia materana sembra al primo impatto molto scarna.[read more=”continua” less=”riduci”]

Ma quando iniziamo ad avvicinarci alle colline delle murge si può constatare quanto sia ricca e diversificata:

  • orniello,
  • leccio,
  • roverella,
  • lentisco,
  • rosa selvatica,
  • fillirea.

Piante aromatiche come:

  • il timo selvatico,
  • l’aglio moscato,
  • il cipollaccio,
  • il rosmarino,
  • la salvia,
  • la menta,
  • la malva.

Tra le specie vegetali presenti sulle Murge possiamo ammirare molte rarità della flora mediterranea:

  • la campanula lucida,
  • l’eliantemo jonico,
  • la violaciocca minore, e numerose specie endemiche, ossia che attecchiscono solo in questa determinata zona.

La rigogliosa altura murgiana è, inoltre, molto ricca di orchidee selvatiche.

Come l’orchis italica, o l’ofride Mateolana solo per citarne alcune.

Nel periodo della fioritura, richiamano esperti e appassionati da luoghi lontani, che arrivano fin qui per fotografarle.

escursioni nel parco della murgia materana

Derivazione del nome

La parola Murgia deriva probabilmente dal nome antico mur, cioè roccia ripida, da cui anche murus, muro.

Secondo però un’altra tesi il termine trae la sua origine da murex.

In riferimento ad un mollusco gasteropode con conchiglia rugosa, la cui superficie somiglia al paesaggio appunto dell’altopiano rupestre.

La stratificazione rocciosa locale è costituita da una parte inferiore di calcari compatti del Cretaceo (tra 137 e 65 milioni di anni fa).

Dotata nei vari strati di numerose rudiste, conchiglie tipiche di tale era geologica.

Ed inoltre di litodomi, molluschi mitilidi che decomponevano la pietra tramite un loro secreto.

Al fine di scavare piccole nicchie dentro cui dimorare.

Sopra questo manto compatto e consistente si adagia un manto di Calcarenite del Pleistocene.

Databile tra 3 ed 1 milione di anni fa.

Testimonianza dell’effetto della sedimentazione marina.

Infatti al suo interno appaiono diverse parti più solide, rappresentate da animali acquatici, quali ricci, conchiglie, o denti di pesci.

Nei vari strati della roccia murgica si intravedono zone di terra rossa, ottenuta per alterazione superficiale degli strati calcarenitici.

 

Il Canyon

Il Canyon della Gravina di Matera si è formata dall’erosione che il torrente ha provocato man mano, infiltrandosi in lesioni esistenti.

Erroneamente, però, lo strato calcarenitico viene chiamato tufo.

La pietra di derivazione oceanica, tra l’altro, nulla ha a che vedere con questa roccia di origine vulcanica.

Le particelle che compongono la calcarenite, infatti, creano una serie di piccoli canali, che la rendono porosa e permeabile.

In questo modo l’acqua penetra all’interno e non permette, dunque, la formazione di ruscelli nella parte superficiale.

La parte alta con il tempo si compattava maggiormente presentandosi più concentrata e meno permeabile.

La caratteristica principale però del tufo è la sua friabilità.

La sua tenerezza, infatti, lo rende molto adatto allo scavo, alla creazione del vuoto dal pieno.

Fin dal Neolitico le popolazioni giunte nel Parco della Murgia materana trovarono un ambiente ottimale in cui insediarsi.

Grazie alle qualità della pietra del posto.

Lo testimoniano, poi, le tombe ed i villaggi trincerati scavati nel tufo.

In merito alle dominazioni Greche e Romane non sono state riscontrate tracce evidenti in zona.

Modifiche strutturali

Forse perché non c’è stato ancora uno studio approfondito, e del Parco delle Murge non esiste ancora un’identificazione chiara a riguardo.

Alcuni siti, tra l’altro, sono stati sostituiti da nuove costruzioni che hanno cancellato le più antiche.

Chi, all’epoca, sulle aree murgiche occupava una superficie usata precedentemente, la adattava in base alle proprie esigenze e necessità.

Tali luoghi sono stati così ripetutamente trasformati con un sovrapporsi di stili e usi differenti.

Fu proprio l’utilizzo di questo materiale a dare origine alla Civiltà Rupestre.

Nel corso della storia la lavorazione del tufo ha avuto un’evoluzione, prima per motivi pratici e necessari, in seguito anche per motivi ornamentali.

Così il materano ha cercato negli anni di rendere la sua abitazione ipogea più dignitosa e comoda.

A differenza di altri ambienti realizzati con lo scavo, come stalle o depositi per gli attrezzi.[/read]

 

gruppo trekking nel parco della murgia materana

Come muoversi all’aperto

Per gli appassionati di escursionismo il Parco della Murgia materana è il posto giusto per rilassarsi e pensare di fare trekking all’aria aperta.

Tra sentieri e itinerari, visite guidate ambientalistiche, attività outdoor.

Il cosidetto Parco Archeologico Regionale della Murgia Materana è disposto su di una superficie vastissima di circa ottomila ettari, ed offre possibilità di svago innumerevoli.

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