Cappuccino Vecchio


la chiesa rupestre del cappuccino vecchio

Chiesa del Cappuccino Vecchio

La chiesa rupestre del Cappuccino Vecchio ha dato probabilmente il nome al quartiere più a sud di Matera, rione Cappuccini.

Da una stradina in tufo che si incunea tra i palazzi edificati negli anni ’60, si procede per circa 70 metri per arrivare all’antico cenobio grottale.

Anticamente il monastero presentava due ingressi, crollati anche a causa dell’erosione.

Oggi la parte dell’ingresso è stata messa in sicurezza da una ringhiera in ferro, come si può vedere nella foto che mi ritrae in alto.

Gli interni

L’interno della Chiesa del Cappuccino Vecchio è diviso in due navate parallele.

Dal vestibolo si diramano in salita gli ambienti interni e si intravedono una serie di nicchie scavate nella calcarenite.

In fondo alla parete di entrambe le navate si intravedono due pulpiti, in posizione sopraelevata rispetto alla pavimentazione.

I presbiteri, introdotti da alcuni gradini, sono comunicanti tra loro attraverso un arco.

Nella parte centrale si nota l’altare con ai suoi lati due nicchie.

Una destinata probabilmente al Diaconicon, e l’altra alla Prothesis.

Il complesso grottale non ha conservato opere di pittura a fresco come in altre cappelle rupestri.

Ma ciò nonostante la cripta del Cappuccino Vecchio rappresenta ancora oggi uno degli esempi magistrali dell’arte di escavare in roccia dei monaci orientali.

L’antico romitorio è visitabile tutti i giorni della settimana e si trova nelle vicinanze del monumento della Milizia sulla strada che da via Lucana si dirama a sud verso via dei Cappuccini.

Compreso in diversi itinerari guidati della zona alta dei Sassi è ancora oggi un sito degno di fascino ed ammirazione da parte dei visitatori.

Nei dintorni si trova la Cripta di Santa Barbara, uno degli esempi più espressivi dell’arte armonica della zona orientale della Cappadocia.

La zona sud è la zona preferita da chi adora le visite escursionistiche.